I bambini nel mondo sono 2.180 milioni. Il 55%
vive in Asia, 8% in America Latina; 7% in Medio Oriente e Africa
settentrionale; 16% in Africa subsahariana; 6% in ECO/CSI; 8% nei paesi
industrializzati.
Un quarto dei bambini del mondo -600 milioni- vive in condizioni di
estrema povertà, con meno di un dollaro al giorno.
L'ISCRIZIONE ANAGRAFICA
L'iscrizione anagrafica è l'inserimento nei
registri dello Stato di ogni bambino che nasce. Viene segnato il nome, il
cognome, la data di nascita e il nome dei genitori. L'iscrizione
anagrafica permette ad ogni bambino di avere un nome, la cittadinanza, gli
consente di avere i documenti e di iscriversi a scuola.
La Convenzione Internazionale sui Diritti
dell'Infanzia, siglata a New York il 20 novembre 1989, stabilisce all'art.
7:
1 - Il fanciullo è registrato immediatamente al momento della sua nascita
e da allora ha diritto ad un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella
misura del possibile, a conoscere i suoi genitori ed a essere allevato da
essi.
2 - Gli Stati parti vigilano affinché questi diritti siano attuati in
conformità con la loro legislazione nazionale e con gli obblighi che sono
imposti loro dagli strumenti internazionali applicabili in materia, in
particolare nei casi in cui se ciò non fosse fatto, il fanciullo verrebbe
a trovarsi apolide.
Ogni anno nascono circa 150 milioni di bambini. Di questi uno su tre non
viene registrato all'anagrafe.
In Africa si registra la situazione più grave: 7 bambini su 10 non sono
registrati.
Un bambino non iscritto all'anagrafe è un bambino che legalmente non
esiste e non può, quindi, godere di nessuna forma di protezione: non può
ricevere cure sanitarie, non può essere vaccinato, se vive per strada
nessuno ne può denunciare la sparizione e in almeno 30 paesi un bambino
non registrato non può andare a scuola.
In molti Paesi la legge prevede una forma di
tutela per i bambini, vietando il loro impiego in lavori usuranti fino al
compimento del quattordicesimo anno di età. Ma, se il bambino non ha
documenti, la sua età può essere solo presunta e quindi può essere
sfruttato con facilità e avviato a lavori pericolosi .
I bambini non registrati crescono al di fuori di ogni forma di tutela e
possono diventare un serbatoio privilegiato per le organizzazioni
criminali, per il traffico degli organi, per lo sfruttamento della
prostituzione minorile.
Non sono registrati e reclamarne la loro scomparsa sarà piu' difficile.
Questa situazione, in molti casi, soprattutto in Africa e in Asia, è
aggravata dalla guerra. A causa dei conflitti armati, il sistema
anagrafico della Repubblica Democratica del Congo, per esempio, è andato
distrutto; è inesistente anche in Somalia, Etiopia, Eritrea, Afghanistan
e Cambogia. In Sierra Leone, a seguito della guerra, solo un neonato su
dieci viene registrato.
Spesso i bambini non vengono iscritti all'anagrafe perché i genitori non
sanno quanto sia importante il certificato di nascita, ma anche perché le
procedure sono per loro complicate e costose. In Costa d'Avorio
l'iscrizione costa l'equivalente di € 1,5 e in Guinea Conakry di € 4.
A questi costi, che in Europa sono minimi ma non lo sono per persone che
sopravvivono con meno di 1 € al giorno, si aggiungono quelli per
raggiungere l'ufficio e il guadagno perduto per una giornata in cui non si
è lavorato.
Molte risorse possono essere messe in campo
per contrastare la tendenza a non iscrivere i minori all'anagrafe. Con
l'impiego delle risorse ricavate dalle campagne di solidarietà in Europa
attraverso il Rigiocattolo, la Comunità di Sant'Egidio avvierà una
campagna di iscrizione anagrafica dei minorenni in diversi Paesi
dell'Africa.
L'ISCRIZIONE A SCUOLA
Nel mondo sono 680 milioni i bambini in età
scolare, di questi 121 milioni non vanno a scuola, quasi 1 su 6. Più
della metà sono bambine.
In Africa 45 milioni di minori non ricevono nemmeno un'istruzione di base.
Andare a scuola costa
In Africa le scuole sono poche e quasi ovunque l'iscrizione, anche per le
prime classi elementari, non è gratuita. In molti Paesi, inoltre, per
andare a scuola si deve avere la divisa e le scarpe, bisogna poi comprare
il materiale didattico e i libri. Per molte famiglie i costi sono troppo
elevati. Mandare a scuola il proprio figlio è un vero e proprio
investimento per un genitore africano. Per ogni figlio che si vuole far
studiare si spende ogni anno per l'iscrizione scolastica e per l'acquisto
della divisa, delle scarpe, dei libri e del materiale didattico. In Guinea
Conakry costa ad esempio € 80 .
La campagna di iscrizione scolastica della
Comunità di Sant'Egidio permetterà di coprire i costi per la divisa, per
i libri, per il materiale scolastico e, nei Paesi che le prevedono, le
tasse di iscrizione scolastica.
Il
valore dell'istruzione
Una società istruita migliora le proprie
condizioni igienico-sanitarie, si alimenta meglio, affronta le malattie e
le epidemie con gli accorgimenti più adeguati. L'educazione promuove la
società civile, la creazione di occupazione, il lavoro qualificato e
favorisce i processi partecipativi e la democrazia.
Inoltre, l'istruzione delle madri garantisce il netto miglioramento delle
condizioni di vita dei bambini. Gli adulti analfabeti nel mondo sono 875
milioni. 2 su 3 sono donne. In un rapporto del 2001, l'UNICEF stima che la
mortalità entro il primo anno di vita dei bambini nati da madri
analfabete è doppia rispetto a quella dei bambini nati da madri con
un'istruzione secondaria.
L'istruzione
aiuta la pace
Uno studio del 2000 commissionato dalla Banca Mondiale ha dimostrato che
un aumento delle iscrizioni scolastiche contribuisce alla sicurezza della
comunità e riduce il rischio di guerre civili. L'istruzione, infatti,
aiuta a stabilire dei legami all'interno della comunità riunendo bambini,
genitori, educatori e funzionari locali dietro un unico obiettivo.
Con il ricavato del Rigiocattolo la
Comunità di Sant'Egidio provvederà all'iscrizione scolastica di bambini
di molti Paesi africani e sosterrà i costi connessi alla scolarizzazione.
|